Il grande interesse che
Populonia ed il suo territorio offrono ai visitatori è costituito
sicuramente dalle presenze archeologiche in particolare etrusche,
distribuite ovunque: dall'estremità nord orientale a quella occidentale
del golfo (Poggio e Piano alle Granate, Poderi di San Cerbone e Casone,
Poggio al Molino o del Telegrafo, Poggio alla Porcareccia, le Grotte, la
Buca delle Fate). Nel piccolo paese, il museo Gasparri raccoglie numerosi
reperti venuti alla luce nel corso degli scavi.
Populonia fu una delle più
fiere e potenti città etrusche, unica tra quelle della "Lega dei
Dodici" ad affacciarsi sul mare. Lo sviluppo della Populonia etrusca
si estende dal IX sec. AC fino alla conquista romana del III sec. AC. La
città era un importante crocevia di scambi commerciali grazie alla sua
strategica posizione che domina il golfo di Baratti ed era inoltre
rinomata per l'ottimo vino che si traeva dai locali vigneti. La principale
attività di Populonia, tuttavia, era legata alla lavorazione del ferro
che estraevano dall'antistante Isola d'Elba e rivendevano alle popolazioni
confinanti.
È curioso che agli occhi dei romani Populonia apparve come
una sorta di Bengodi, di persone che si godevano la vita tanto che fecero
ben presto delle donne di Populonia lo stereotipo di "donna dai
facili costumi"; secondo la tradizione, Populonia fu distrutta
proprio per l'invidia che in loro suscitava la presunta vita spensierata
dei suoi abitanti (in realtà fu distrutta da Silla nell' 80 AC perché si
era alleata con Mario). Della Populonia etrusca restano abbondanti
testimonianze archeologiche ed in particolare un consistente numero di
tombe.I seguenti
tentativi di ricostruzione furono più volte frustrati; i primi dagli
Ostrogoti e dai Longobardi che la distrussero nuovamente, rispettivamente
nel 546 e nel 570 DC, tra l'altro costringendo il vescovo della diocesi di
Populonia a rifugiarsi all'Isola d'Elba. Anche la successiva
ricostruzione, con cui fu ripristinata la sede della diocesi, fu
vanificata dall'ennesima distruzione avvenuta nell' 809 DC, questa volta
ad opera dei pirati greci; in tale occasione il vescovo fu nuovamente
costretto a fuggire e nell'occasione si rifugiò a Massa Marittima, dove
è tutt'ora la sede diocesana.
L'attuale
borgo di Populonia risale al XIV sec DC. Essa fu governata dalla famiglia
pisana degli Appiani fino al 1399, anno in cui Gherardo d'Appiano,
divenuto Signore della Repubblica Marinara la cedette ai Visconti di
Milano, tenendo per sé ed i suoi successori i territori di Piombino, Suvereto, Scarlino ed Isola d'Elba; nacque così il principato di Piombino
che durò fino al 1815. Al periodo degli Appiani si deve la tipologia
medioevale dell'attuale borgo di Populonia, oltre alla torre e alle
fortificazioni.
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