“A mano destra si stacca una propaggine di collina, che si estende verso il mare, e nel cui ultimo dorso è situato il moderno Casale”. Giovanni Targioni Tozzetti, viaggiatore ed erudito, a metà del ‘700, dava evidentemente voce alla tradizione secondo cui erano esistiti due castelli: Casalvecchio, il cui nome è rimasto ad indicare una collina a sud-est dell’attuale paese, e Casalnuovo, l’odierno Casale Marittimo.
La zona, ricca di acque minerali, di selvaggina, di sale, insieme alla mitezza del clima, aveva del resto favorito fin dai tempi più antichi l’insediamento umano.
Suddiviso fra Casale Vecchio e Casale Nuovo, il paese è riunito sotto il nome attuale; del borgo medievale fortificato rimangono tracce di mura e le due porte. L'economia locale si basa prevalentemente sulla produzione di cereali e olive. Numerose sono le industrie alimentari e le aziende dedite alla lavorazione artigianale del legno. Il nome della località deriva dal composto di "Casale", dal latino "casalis" (gruppo di abitazioni rurali) e "Marittimo", quest'ultimo equivalente a "maremmano" (riferito alla Maremma). Il rischio dell'abbandone è stato superato sia per il "ritorno" di molti abitanti sia per l'arrivo di turisti stranieri: così come è avvenuto nei poderi dei dintorni dove è ripresa, in termini di qualità, la coltivazione tradizionale di cereali, olio e vino indirizzata soprattutto al turismo, attuale prevalente fonte di reddito per un paese tranquillo, adagiato su una collina a 214 metri s.l.m. che domina un vasto panorama della costa tirrenica. Il mare, le spiagge, le pinete distano solo 12 km e sono ben visibili le isole dell'arcipelago toscano. Intorno al paese, e fra questo e il mare, si estende una campagna riccamente lavorata che produce cerali, olio, miele e un vino pregiato, il DOC Montescudaio. Casale Marittimo è inserito nel percorso della Strada del Vino Costa degli Etruschi, che racconta un territorio caratterizzato da resti etrusco-romani e da borghi medievali, da colline boscose, campi e declivi coltivati, da paesaggi che sposano il verde della vegetazione con l’azzurro del mare e con un’offerta di cibi naturali e saporosi. Nei dintorni recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce i resti di un villaggio etrusco del VII secolo a.C., oltre alla necropoli di Casa Nocera, un complesso di sepolture dei principi guerrieri etruschi. Calendario denso, dalla primavera all'autunno, quello delle sagre e feste. Tra i vari appuntamenti gastronomici si segnalano in luglio la tradizionale Sagra delle Chiocciole e in agosto quella del cinghiale. Tutte queste caratteristiche fanno di Casale un luogo ideale per gli amanti della vacanza al mare e in agriturismo, con passeggiate nel verde a piedi, a cavallo o in bici. Non a caso il comune ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italia, a testimonianza delle sue qualità turistico-ambientali.
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La Storia - sulla collina di Casalvecchio gli scavi archeologici hanno riportato in luce i resti di un villaggio etrusco del VII sec. a.C., e gli edifici di un secondo insediamento, stabilitosi nel IV sec. a.C. Ma la scoperta più straordinaria è quella della necropoli di Casa Nocera, un complesso di sepolture, di età orientalizzante, appartenute ai principi guerrieri etruschi, che dominavano la zona. Al VI sec. a.C. risale la tholos delle Poggiarelle, un eccezionale esempio di architettura funeraria etrusca, scoperto nel 1896.L’epoca romana ha lasciato le sue vestigia nella villa della Pieve, dai cui scavi vengono molti materiali riutilizzati in vari edifici del paese: tra tutti spiccano le zampe di leone reimpiegate nel trono della chiesa di Sant’Andrea. Nel 1551 Casale aveva 245 abitanti e, nel secolo successivo, sappiamo che dovette rafforzare le difese contro le incursioni dei pirati. Critico anche il quadro sanitario se nel 1709 "fu proposto come sarebbe stato molto necessario munirsi all'occasione di un medico, stante l'aria cattiva, e le multità dei malati che spesso ne muoiono miseramente". La situazione, tuttavia, dovette migliorare rapidamente: nel 1742 il Targioni Tozzetti definiva Casale “il più grosso, e più salubre castello di tutto il Marchesato. La ragione della salubrità è non solamente una vicina Fontana d'acqua buona, come anche la situazione favorevole in uno sporto di Collina elevata, e benissimo ventilata”. Nel 1854, con la progressiva bonifica della palude costiera, gli abitanti erano saliti a 1070. Fino al 1862 chiamato Casale nelle Maremme, dal 1862 al 1899 il paese prese il nome di Casale di Val di Cecina e solo nel 1900 quello di Casale Marittimo.
"On the right stands out a hill offshoot, extending to the sea, and its last ridge is the modern Casale". Giovanni Targioni Tozzetti, a traveler and learned man, at mid '700, was evidently affirming the tradition according to which two castles had existed: Casalvecchio, whose name has remained to indicate a hill on the South-East of the current village, and Casalnuovo, the present-day Casale Marittimo. This area, rich in mineral waters, wild animals, salt, combined with a mild weather has in fact favored the human settlement even in remote times.
The History - Just on the hill of Casalvecchio, archeological excavations have found the remains of an Etruscan village dating back to the VII century B.C., and the buildings of a second settlement of the IV century B.C. The most extraordinary discovery has however been the necropolis of Casa Nocera, a set of graves, that had belonged to Etruscan warriors who dominated the place. Of the IV century B.C. is the tholos of Poggiarelle, a fantastic example of Etruscan funerary architecture, discovered in 1896. The Roman era has left a trace in the villa of Pieve; many of the materials found from its excavations have been reused in various buildings of the place, for example the lion paws that are now part of the throne in St. Andrew Church. In 1551, Casale had 245 inhabitants and we know that a century later it had to strengthen its defenses to fight pirate raids. From the health point of view, the situation was quite critical as well, in fact in 1709 “it was proposed that it would be necessary to have a doctor at disposal, because of the insalubrious air, and the high number of people who often miserably die because of it”. Nevertheless, it seems that the situation rapidly improved: in 1742 Targioni Tozzetti described Casale as “the biggest and healthiest castle of all the marquisate. The reason of the healthiness is not ascribed just to the presence of a close fountain of clean water, but also to the fact that the place is situated on a high hill, very well windy”. In 1854, with a progressive reclamation of the coast swamp, the number of inhabitants had increased to 1070. Until 1862, called Casale nelle Maremme, from 1862 to 1899, the place took the name of Casale di Val di Cecina and only in 1900 it was named Casale Marittimo.
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