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:: IL COMUNE DI CAMPIGLIA MARITTIMA :: La sua storia, com'è oggi, le sue frazioni
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FRAZIONI DEL COMUNE DI CAMPIGLIA :: |
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| CAMPIGLIA MARITTIMA OGGI | ||||
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Il
sito ufficiale del Comune di Campiglia Marittima |
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| LA STORIA | ||||
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Campiglia Marittima, situata all’imbocco della Val di Cornia che congiunge l’entroterra volterrano con il mare di Populonia, risulta collocata alla quota di 210 m s.l.m., sull’ultima fascia collinare prima della zona marina che, fino a circa un secolo fa, era ancora interessata dalla malaria e veniva genericamente indicata come "Maremma pisana".Tuttavia 1’insediamento urbano di Campiglia Marittima, che risulta realmente documentato con fonti scritte a partire dal XI secolo, si inserisce nelle vicende storiche pisane a partire dalla meta del XII secolo. Resti archeologici informano della presenza, nell’attuale territorio comunale, di stanziamenti anteriori al Medioevo, ma il primo documento che nomina e descrive Campiglia e 1’atto del conte Gherardo II della Gherardesca con cui, nel 1004, viene donata al monastero di S. Maria di Serena, presso Chiusdino, fondato dallo stesso Gherardo, la metà del castello di Campiglia con il suo territorio e la chiesa, insieme a quote dei vicini castelli di Biserno, Acquaviva e Montecalvo, che e da identificarsi con l’attuale Rocca di San Silvestro. Da altri documenti del XII secolo risulta che porzione di Campiglia è donata anche al monastero di S. Giustiniano in Falesia, in Piombino, di proprietà della stessa famiglia della Gherardesca; dal 1158 1’arcivescovato pisano ottenne i possessi del monastero di Serena e da allora troviamo il castello di Campiglia sotto il dominio del Comune di Pisa. Per la particolare collocazione geografica e per la vicinanza con altri castelli, Campiglia diventa sede di una capitania, istituita dal Comune di Pisa, retta da un Capitano, cittadino pisano, coadiuvato da un giudice ed un notaio; inoltre quattro sergenti erano incaricati delle custodia della Rocca, posta in sommità dell’abitato. Notizie di tale capitania si trovano a partire dal 1259. Da questo momento troviamo il territorio campigliese inserito completamente nelle vicende del comune di Pisa fino al 1406, cioè alla conquista di Pisa da parte di Firenze. Sotto il dominio fiorentino non si riscontrano sconvolgimenti politici ed anche la forma della capitania, con sede nel Palazzo Pretorio, resta in vigore; questo e sempre frutto della posizione strategica di Campiglia che vede accrescere, ancora di più che nel periodo precedente, 1’importanza militare, tanto da essere assediata, nel 1447, da Alfonso d’Aragosta Re di Napoli, chiamato in Maremma dalla famiglia della Gherardesca per eliminare il potere fiorentino. La Rocca di Campiglia diventa cosi un avamposto fiorentino importante e tale resta fino al 4 giugno 1509, data della battaglia d’Alvino, quando le sorti della battaglia sono modificate dall’ingresso in campo delle forze fiorentine preventivamente stanziate presso la Rocca stessa. Da questo periodo, non avendo più Firenze particolari attacchi da parte di famiglie o comuni maremmani, Campiglia inizia, progressivamente, a perdere importanza e questo comporta un naturale degrado militare ed economico. Da questo momento la comunità di Campiglia, pur sotto il dominio fiorentino, è retta esclusivamente da famiglie locali ed anche 1’importanza strategico-militare va scemando fino al punto che, nel 1664, il terreno entro le mura castellane della Rocca, viene affittato per terreno agricolo. |
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