Isola d’Elba, regina dell’Arcipelago Toscano

isola d'Elba
Si può scoprire l’Isola D’Elba attraverso il suo immenso patrimonio naturalistico, dalle montagne ammantate dai secolari castagneti fino alle profondità marine, dall’intricato estendersi della profumata macchia mediterranea alle dirupate coste che si gettano vertiginosamente nel mare o alle innumerevoli variegate e incantevoli spiagge.

isola d'Elba Oppure si può cogliere la straordinaria stratificazione storica dell’isola attraverso le tracce etrusche e romane, le torri pisane e le fortezze medicee, i raccolti borghi medioevali, o ripercorrere i luoghi associati alla figura di Napoleone.
L’Elba è una terra dalle molteplici chiavi di lettura, che si può visitare assecondando i propri interessi, le proprie inclinazioni.
Si può godere della vita balneare di giorno per scoprire le località dell’entroterra di sera, magari gustando le specialità dell’eccellente cucina elbana, oppure si possono programmare escursioni all’interno o immersioni negli splendidi fondali. L’isola d’Elba è un’isola del Mar Tirreno, posta a circa 20 chilometri dalla costa. È la più grande delle isole dell’Arcipelago toscano, e la terza più grande d’Italia (223 km²).

L’Elba, assieme alle altre isole dell’arcipelago (Pianosa, Capraia, Montecristo, Giglio e Giannutri) fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. L’isola è divisa in otto comuni, tutti afferenti alla provincia di Livorno: quello principale è Portoferraio, gli altri Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Rio Marina e Rio nell’Elba.

Il clima dell’isola presenta prevalentemente caratteristiche mediterranee, fatta eccezione per il Monte Capanne dove gli inverni tendono ad essere moderatamente freddi. Le precipitazioni sono concentrate nel periodo autunnale e risultano essere abbastanza contenute.

La Storia – L’Isola d’Elba era già abitata nel paleolitico medio e superiore, dai 75 mila ai 50 mila anni fa. L’Isola entrerà da protagonista nella storia quando i Greci occuparono l’Isola chiamandola Aethalia, per la fuliggine (aitalos) che ricopriva gli addetti alla lavorazione del ferro; successivamente fu la volta degli Etruschi e poi dei Romani, ne corso dei secoli subì la dominazione di Pisani, Genovesi, Spagnoli, Francesi e assediata da Turchi e Saraceni, tutte queste culture hanno lasciato dei segni (architettonici, artistici e culturali) indelebili nel tempo che si possono scoprire percorrendo un itinerario dei luoghi più significativi.
Si parte da Portoferraio, Argon all’epoca dei Greci, Fabricia sotto i Romani, Cosmopoli quando Cosimo dei Medici l’acquistò da Carlo V alla metà del XVI secolo.
Da allora la città ci appare immutata tanto saldo e perfetto è l’impianto architettonico – militare delle opere di difesa. Si entra dalla Porta a Mare cui fa da difesa la poderosa torre del Martello.
Negli adiacenti magazzini del sale, divenuti carcere duro sotto i Lorena, furono scoperte nel 1977 le fondamenta d’edifici romani.
bastioniportoferraioNei punti più strategici s’innalzano i tre forti cinti tutto intorno da mura: lo Stella, il Falcone e la Linguetta. Grandiosi i bastioni medicei che costituiscono l’imponente fronte di terra. Più in basso scendendo la via Victor Hugo, ecco la piazzetta su cui si affaccia un piccolo gioiello appena restaurato: è il teatro napoleonico dei Vigilanti, un tempo chiamato dei Fortunati,  edificato sull’ex chiesa del Carmine.

Lasciata Portoferraio, si discende verso Capo Enfola che conserva residui delle vecchie tonnare, e all’altra estremità del golfo si raggiunge Marciana Marina dominata dalla quattrocentesca torre Medicea.
Sviluppato verso l’interno il paese conserva angoli suggestivi come l’antico quartiere Cotone.
Più in alto si nota Marciana Castello dalla netta struttura medievale, si articola in un sistema fitto di isolati lineari fra piccole stradine interne che gravitano verso il cuore antico della rocca.
Poco distante c’è Poggio, l’antico Podium Jovis dedicato a Giove. Qui Napoleone volle edificare un particolare scenario per la fonte di acqua oligominerale che oggi prende il suo nome.
Attraverso i castagneti sopra la valle della Nivera, in vista al monte Capanne (la vetta più alta dell’Isola raggiungibile da marciana con la funivia)  la strada passa per i rilievi di perone, dove si nascondono lepri e cinghiali, e arriva a Sant’Ilario nel Campo dove sgorga una sorgente d’acqua purissima.
A sud Campo nell’Elba, analogamente alla zona marcianese, abbina il territorio montano a quello marino.torresangiovanniIn alto, lungo la strada che collega Marciana a San Piero in campo, isolata sul costone che domina il mare, si erge la bella torre di San Giovanni, una fortificazione di avvistamento eretta nell’XI secolo dai Pisani per il controllo del canale di Piombino e del mare circostante. Faceva parte di un ingegnoso sistema di torri e opere militari collegate a vista per lo scambio di informazioni mediante segnali o fuochi in caso di incursioni nemiche.
Poco lontano, San Piero in Campo costruito sulla roccia, presenta tracce di costruzioni altomedioevali.
Andando verso il mare troviamo Marina di Campo, su la cui estremità del porto si erge la rotonda torre di guardia intorno alla quale sorsero in tempi relativamente recenti le comunità di pescatori e contadini che assai spesso presero le armi per difendersi dai Francesi e barbareschi.
Dall’ampio golfo di Marina di Campo si prosegue fino ad arrivare a Capoliveri, probabilmente uno dei luoghi storici più interessanti con tracce di mura e necropoli etrusche e paleocristiane.
Dalla via principale, che è la più alta, si dirama a lisca di pesce tutta una serie di scale e scalette laterali.
Da Capoliveri si raggiunge Porto Azzurro, che nel’600 era soggetta alla corona di Spagna e più tardi lo fu a quella di Napoli.
Prendendo a modello la città di Anversa, Don Garcia di Toledo fece costruire il forte di San Giacomo con un perimetro di 1700 metri che poteva ospitare 2000 soldati; sullo stesso progetto il viceré di Napoli fece erigere il forte Focardo.
Spostandosi verso l’interno c’è Rio nell’Elba, anche qui come Marciana e Capoliveri troviamo una terra murata, inquadrata da abitazioni poste a strati addossate alla piazza.
La parlata degli abitanti è particolare, un misto di linguaggi liguri, corsi, toscani tra i quali predominano assonanze catalane, il paese è abitato da una comunità eterogenea che vede convivere serenamente due religioni: la valdese e la cattolica.

english language Is located on the western coast of Italy, about an hour south of Cinque Terre. It is famous for being Napoleon’s temporary home when he was exiled here. Now, it is a popular vacation spot. Elba is a beautiful island with rolling hills, valleys, and beaches that sprawl out into a sparkling blue sea.

The western part of Elba is more mountainous and Mt. Cappane, the highest point on Elba at over 1000 meters, offers a fantastic panorama or the island and even a view of Corsica in the distance.

The History – The island was well known from very ancient times for its iron resources. Mines were created by the Etruscans first and (after 480 BC) the Romans. The Greeks called it Aethalia (flame) after the flames of the furnaces for the metal production.After the end of the Roman Empire, the island suffered from ravages by barbarians and Saracens. In the early 11th century it became a possession of the Republic of Pisa. When the latter, in 1398, was sold to the Visconti of Milan, the island was acquired by the Appiani, Lords of Piombino, who retained it for two centuries. In 1546 part of the island was handed over to Cosimo I de’ Medici, who fortified Portoferraio, renaming it “Cosmopoli”, while in 1577 the rest of the island returned to the Appiani. In 1603 Philip II of Spain captured Porto Azzurro and built there two fortresses. In 1802 the island became a French possession, and its economy flourished. Following the Treaty of Fontainebleau, French emperor Napoleon I was exiled to Elba after his forced abdication in 1814 and arrived at Portoferraio on May 3, 1814 to begin his exile there. He was allowed to keep a personal guard of six hundred men. Although he was nominally sovereign of Elba, the island was watched (more or less) by British naval patrols. During these months, partly to pass the time and partly out of a genuine concern for the well-being of the people, he carried out a series of economic and social reforms to improve the quality of life on Elba. Napoleon stayed on Elba for 300 days before he escaped and returned to France on February 26 for the Hundred Days. After his defeat at Waterloo he was subsequently exiled again, this time to the barren and isolated South Atlantic island of Saint Helena. Napoleon’s stay on Elba is the basis for the famous English language palindrome: “Able was I ere I saw Elba.” It is with connection to Napoleon that Elba is most well-known internationally.In the Congress of Vienna the island was given to the Grand Duchy of Tuscany. In 1860 it became part of the new unified Kingdom of Italy. French troops landed on Elba on June 17, 1944, liberating the island from the Germans. Faulty intelligence and strong defences made the battle more difficult than expected.More recently, the island has become famed for its wine. It is today a renowned tourist resort.

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