Baratti e Populonia un gioiello archeologico della Costa degli Etruschi

Populonia fu una delle più fiere e potenti città etrusche, unica tra quelle della “Lega dei Dodici” ad affacciarsi sul mare. Siamo lieti di segnalarvi questo Documentario di Andrea Bernardini

Il grande interesse che Populonia ed il suo territorio offrono ai visitatori è costituito dalle presenze archeologiche in particolare etrusche, distribuite ovunque: dall’estremità nord orientale a quella occidentale del golfo (Poggio e Piano alle Granate, Poderi di San Cerbone e Casone, Poggio al Molino o del Telegrafo, Poggio alla Porcareccia, le Grotte, la Buca delle Fate).

Nel piccolo paese, il museo Gasparri raccoglie numerosi reperti venuti alla luce nel corso degli scavi. Populonia fu una delle più fiere e potenti città etrusche, unica tra quelle della “Lega dei Dodici” ad affacciarsi sul mare.

Lo sviluppo della Populonia etrusca si estende dal IX sec. AC fino alla conquista romana del III sec. AC.
La città era un importante crocevia di scambi commerciali grazie alla sua strategica posizione che domina il golfo di Baratti ed era inoltre rinomata per l’ottimo vino che si traeva dai locali vigneti.

La principale attività di Populonia, tuttavia, era legata alla lavorazione del ferro che estraevano dall’antistante Isola d’Elba e rivendevano alle popolazioni confinanti. È curioso che agli occhi dei romani Populonia apparve come una sorta di Bengodi, di persone che si godevano la vita tanto che fecero ben presto delle donne di Populonia lo stereotipo di “donna dai facili costumi”; secondo la tradizione, Populonia fu distrutta proprio per l’invidia che in loro suscitava la presunta vita spensierata dei suoi abitanti (in realtà fu distrutta da Silla nell’ 80 AC perché si era alleata con Mario).

Della Populonia etrusca restano abbondanti testimonianze archeologiche ed in particolare un consistente numero di tombe.

I seguenti tentativi di ricostruzione furono più volte frustrati; i primi dagli Ostrogoti e dai Longobardi che la distrussero nuovamente, rispettivamente nel 546 e nel 570 DC, tra l’altro costringendo il vescovo della diocesi di Populonia a rifugiarsi all’Isola d’Elba.

Anche la successiva ricostruzione, con cui fu ripristinata la sede della diocesi, fu vanificata dall’ennesima distruzione avvenuta nell’ 809 DC, questa volta ad opera dei pirati greci; in tale occasione il vescovo fu nuovamente costretto a fuggire e nell’occasione si rifugiò a Massa Marittima, dove è tutt’ora la sede diocesana.L’attuale borgo di Populonia risale al XIV sec DC. Essa fu governata dalla famiglia pisana degli Appiani fino al 1399, anno in cui Gherardo d’Appiano, divenuto Signore della Repubblica Marinara la cedette ai Visconti di Milano, tenendo per sé ed i suoi successori i territori di Piombino, Suvereto, Scarlino ed Isola d’Elba; nacque così il principato di Piombino che durò fino al 1815. Al periodo degli Appiani si deve la tipologia medioevale dell’attuale borgo di Populonia, oltre alla torre e alle fortificazioni.

Baratti

Necropoli BarattiBaratti è un’antica città toscana, l’unica costruita sul mare dagli Etruschi, proprio a ridosso del golfo omonimo.
L’insediamento nel golfo era sorto per favorire la lavorazione del ferro che proveniva dall’Isola d’Elba.
Quello di Baratti è uno dei più bei golfi della regione.
Formato da un leggero arco di sabbia, è ciò che resta di un ampio cordone di dune sabbiose, un tempo chiaramente molto più ampio, che è stato colmato nei secoli dai depositi marini.
In estate è preso d’assalto dai turisti, come testimoniano i numerosi parcheggi presenti. Nell’ampia caletta si è insediata in modo suggestivo la vecchia pineta che, per quanto di piccole dimensioni, offre un colpo d’occhio gradevole. Nel Golfo di Baratti, conosciuto per la bellezza del suo mare e della spiaggia, ancora si possono trovare i “rosticci”, residui della fusione del ferro d’epoca etrusca e romana.

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